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Pubblicazioni su Filadelfia

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Canzone a Filadelfia

(dell'Abate Antonio Jerocades)(1)
1.
Ecco sorge a nova vita
la mia patria sventurata,
più crudele e più spietata
la mia sorte non sarà.
Se dolente alcun mi addita
dov'è il patrio antico suolo
del suo pianto, e del suo duolo
l'alma mia si riderà.
2.
Più non è la patria antica
con se stessa ancor discorde
or che torna a se concorde
vera Madre ornai si fa.
Nella rupe alpestre e aprica
se nutriva un cor guerriero,
or di pace il giusto impero
giorno e notte adorerà.
3.
Cangia il nome o bella Madre
se cangiasti il tuo costume
le sue lingue e le sue piume
la tua fama spiegherà.
Dove son l'avverse squadre
distruggesti il proprio seno,
senza leggi e senza freno
la tua gente or più non va.
4.
Della lite e della guerra,
più non segue il gesto antico
del fratello e dell'amico,
or la vita imiterà.
Se tremò col mar la terra
fu per pochi il di funesto
del periglio il cor già desto
più nel duol non giacerà.
5.
Già l'Italia il capo estolle
dalla tomba polverosa
nella figlia generosa
vuoI mirar la sua beltà.
Di quel foco il cor le bolle
onde un di domò le genti
che sprezzaro irriverenti
la sua Greca maestà.
6.
Or di Carlo il figlio Augusto
riconosce il suo bel regno
or di Bacco e Alcide il segno
trionfando avanzerà.
Più non vanta il di vetusto
sospirando il vecchio afflitto
or sentendo il sen trafitto
l'egra invidia tacerà.
le sue lingue e le sue piume
la tua fama spiegherà.
Dove son l'avverse squadre
distruggesti il proprio seno,
senza leggi e senza freno
la tua gente or più non va.
4.
Della lite e della guerra,
più non segue il gesto antico
del fratello e dell'amico,
or la vita imiterà.
Se tremò col mar la terra
fu per pochi il di funesto
del periglio il cor già desto
più nel duol non giacerà.
5.
Già l'Italia il capo estolle
dalla tomba polverosa
nella figlia generosa
vuoI mirar la sua beltà.
Di quel foco il cor le bolle
onde un di domò le genti
che sprezzaro irriverenti
la sua Greca maestà.
6.
Or di Carlo il figlio Augusto
riconosce il suo bel regno
or di Bacco e Alcide il segno
trionfando avanzerà.
Più non vanta il di vetusto
sospirando il vecchio afflitto
or sentendo il sen trafitto
l'egra invidia tacerà.
7.
Di ampio colle in .su la cima
più robusta e più feconda
già si pianta e già si fonda
la magnanima Città.
Della valle ombrosa ed ima
più non soffre il vento avverso
l'altro nembro in ciel disperso
or nel mar sen fuggirà.
8.
Quando nasce il sol l'indora
e se compie il gran viaggio
non le cela il suo bel raggio
finche al mar s'immergerà.
Più vermiglia è qui l'aurora
qui la luna e qui le stelle
son più chiare e son più belle
nell'inverno e nell'està.
9.
Vada, vada il lutto in bando
fugga il duolo e sgombri il pianto
e ritorni al gaudio e al canto
l'abbattuta umanità.
Se benigno al gran Fernando
dona il cielo un regno eterno
sotto un giusto e pio governo
siamo in pace e in libertà.
10.
D eh sudate o fabbri intenti(2)
al lavoro incominciato
si apra ornai quel gran mercat (3)
che ricchezza arrecherà
In quel sito e l'onde e i venti
navi e merci apporteranno
del Francese e del Britanno
qui la flotta un di verrà
11.
Or l'invitto Pensilvano
che spezzò le sue catene,
di quellito in su l'arene
la sua Patria incontrerà(4).
E salendo in questo piano
Filadelfia e vaga e bella
ch'è sua figlia, o sua sorella
fra gli applausi abbraccerà.
12.
Gran Dio, placa il giusto sdegno
più non tremi il nostro suolo
cangia il pianto e cangia il duolo
nella onesta ilarità.
Tu, Gran Re, che dal tuo Regno
Padre sei, sei Duce invitto
fa che tomi il Bruzio afflitto
alla sua felicità.

Coro
Quanto è vaga, quanto è bella
Filadelfia in ogni età !
___________
-(1) Antonio Jerocades, nato in Parghelia il19 settembre 1738, studiò in Tropea, ove fu discepolo di Giov.And. Serrao, in qual tempo Maestro e Rettore del locale Seminario. Per i suoi ideali politici, fu arrestato e confinato: sfuggi miracolosamente all morte in occasione degli eccidi del 1799.
-(2) Il poeta ammirò il valore e la meraviglia industria di quei cittadini nell'edificare la loro città.
-(4) Si è dato a questa città il nome di Filadelfia, non già prendendo da Filadelfia della Pensilvania, nè dalle altre due antiche dell'Asia, ma le fu dato da Giov. Andrea Serrao, ricavando dalla sua etimologia, che significa "Amor fraterno"
.
Tratta dal libro di Gaspare Serrao (Castel Monardo e Filadelfia nella storia "Bicentenario della Fondazione di Filadelfia 1783-1893"

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