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Italia 150, aperte le manifestazioni ufficiali

(a.s.) - 25/02/2011 Gazzetta del Sud
FILADELFIA - Si sono aperte ufficialmente le manifestazioni per il 150. anniversario della fondazione dello Stato italiano; la cerimonia inaugurale si è svolta nel teatro comunale. Filadelfia tiene molto a questa ricorrenza anche perchè, seppure in forma marginale come ha tenuto a sottolineare nel suo intervento il professore Bruno Bilotta, ha avuto un suo ruolo nell’unità d’Italia.
Prima di dare avvio agli interventi, moderati dalla giornalista Stella Pagano, sul palco l’associazione bandistica “Diapason G. Gemelli” ha eseguito brani musicali come «La leggenda del Piave», «Le campane di San Giusto» e , naturalmente, «l’Inno di Mameli».
Ad aprire i lavori è stato il primo cittadino di Filadelfia e presidente della Provincia, Francesco De Nisi, il quale ha sottolineato «che le celebrazioni che dovevano essere un momento di riflessione per l’intera nazione, sono state viziate dalla presa di posizione di alcuni politici».
A calamitare l’attenzione dei presenti l’intervento del prefetto di Vibo Valentia, Maria Luisa Latella. Il 150. anniversario dell’Unita d’Italia - ha detto il prefetto - è senza dubbio un momento importante del nostro cammino. Il senso di queste celebrazioni è quello di ripercorrere la nostra storia all’indietro; è giusto sottolineare l’importante ruolo che la Calabria ebbe durante il Risorgimento che va vissuto nel modo più sentito possibile». La rappresentate del governo si è poi soffermata sul federalismo che «deve essere un monento di sviluppo e non di divisione».
Il professore Bruno Bilotta, ordinario all’Università Magna Graecia di Catanzaro, si è soffermato sua alcuni avvenimenti accaduti a Filadelfia durante il Risorgimento, sfociati nella morte di cinque persone tra cui una bambina di 5 anni. Bilotta, ha poi spiegato che artefice dell’insurrezione che sfociònella cosiddetta Repubblica universale di Filadelfia, durata appena tre giorni, fu anche la Massoneria.
La preside, Maria Silvestro, ha invece tracciato un profilo di due importanti figure del Risorgimento: Michele Morelli e Francesco Protetti, entrambi di Vibo, e di Benedetto Musolino di Pizzo.
Gli interventi sono stati chiusi da Rosetta Chiaravalloti che ha messo in evidenza quanto sia importante che la storia del Risorgimento trovi maggiore spazio nelle scuole di ogni ordine e grado.






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