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Lappello del preside «No a scioperi e occupazioni»
Fermento alle superiori(a.s.) - 02/10/2011 Gazzetta del Sud
FILADELFIA Cè fermento tra gli studenti e il preside Antonio Rondinelli mette le mani avanti. Il dirigente ha inviato agli studenti del liceo scientifico e dellIpsia un messaggio attraverso il quale li invita ad astenersi da proteste «sterili», in quanto alla fine non sortiscono leffetto sperato.
«Il compito principale della scuola - scrive il dirigente - è quello di formare a guidare gli studenti a conoscere e a valutare con spirito critico i problemi sociali, a partire da quelli della comunità scolastica. In questo senso la scuola, in particolare quella superiore, deve senzaltro, nei limiti dei suoi compiti istituzionali, favorire e valorizzare linteresse dei giovani per la dimensione politica, sia attraverso lo studio delle materie scolastiche, sia mettendo a loro disposizione i suoi locali in orario pomeridiano per approfondire i problemi della società e della scuola da loro più sentiti e sperimentare le modalità e gli strumenti con cui è possibile partecipare attivamente alla vita democratica.
Gli studenti devono però essere - auspica Rondinelli - consapevoli che se la politica è cosa seria e importante, devono risultare serie e credibili le forme della loro protesta. Dobbiamo dire in tutta sincerità che non possono risultare tali le occupazioni che si sono ripetute negli ultimi anni, al di là delle ragioni che in sè a volte erano condivisibili, dato che nella scuola i problemi e i motivi di disagio sono da tempo numerosi e gravi».
Il dirigente scolastico, nel suo appello agli studenti, spiega inoltre che «la scuola è un servizio pubblico, pagato dai cittadini, e che ogni giorno di interruzione delle lezioni è un grave spreco di risorse, oltre che una lesione del diritto allo studio di tantissimi studenti. La scuola pubblica - conclude il messaggio di Rondinelli - per definizione, non è propria nè dei dirigenti, nè degli insegnanti, nè degli studenti, ma si può dire che il proprietario è la collettività, che fissa le regole per poterne usufruire. In questo senso nessuna delle componenti della scuola ha diritto di appropriarsene, per qualunque motivo, e di impedirne luso ad altri».
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