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Custodire la storia e la memoria
nelle stanze di palazzo Serrao

Le testimonianze e i reperti di Castelmonardoinsieme
ai volumi della biblioteca in un unico edificio

Antonio Sisca 27/10/2010 Gazzetta del Sud
FILADELFIA - La volontà della comunità filadelfiese di tutelare la propria identità storica, conservando le numerose tracce del proprio passato in un’apposita struttura, è quanto si prefigge l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Francesco De Nisi. La realizzazione del progetto, sul quale sta lavorando l’assessore Pino Michienzi, potrebbe concretizzarsi se il Comune riuscisse ad acquistare l’antico palazzo Serrao del Compasso, sito nella piazza principale della città, per il quale da tempo sono state avviate trattative con i proprietari i quali sono disposti a vendere l’immobile soltanto a un ente pubblico.
Per ora, numerosi reperti che costituiscono una sorta di memoria storica della comunità, sono custoditi nella biblioteca di via Galluppi.
Si tratta, per lo più, di testimonianze importanti frutto degli scavi avvenuti tra il 1970 e il 1973 a Castelmonardo, l’antico sito di origine medievale distrutto dal terremoto nel 1783, sulle cui ceneri fu poi fondata dal vescovo Giovanni Andrea Serrao, Filadelfia. La biblioteca, custodisce inoltre circa 3500 volumi che trattano di argomenti vari (letteratura, arte, geografia, storia, scienze, diritto, astronomia, folclore), donati in passato al comune da personaggi che hanno fatto la storia della città, o dai loro discendenti. L’ultima donazione dopo quella avvenuta qualche anno fa ad opera del presidente emerito della Corte costituzionale, Cesare Ruperto, anch’egli figlio illustre di Filadelfia, è arrivata dallo scrittore Francesco Sisca, autore di molte opere che hanno ottenuto il riconoscimento della critica nazionale. Sisca ha voluto che parte della sua raccolta privata consistente in diversi testi, alcuni dei quali interessanti per conoscere la storia di Filadelfia e dei paesi limitrofi, e i numeri di Calabria letteraria dalla sua fondazione a oggi, andassero al Comune.
Ma torniamo al progetto, sul quale tanto si discute, riguardante l’istituzione di un museo teso a salvaguardare la identità storico-culturale di Filadelfia, di cui la popolazione è fiera. Finora si sono adoperate a tale scopo la Proloco, guidata dall’avvocato Antonio Zoccali, e alcune associazioni che hanno come finalità quelle di riprendere gli scavi a Castelmonardo per riportare alla luce quanto ancora è sepolto sotto le macerie. Ma sia avverte il bisogno di raccogliere e custodire in una specifica struttura gli avanzi della storia filadelfiese. Da qui, l’idea di creare un museo del territorio nell’antico palazzo Serrao. Per ora, come detto, si tratta solo di un progetto; ci vogliono i fondi necessari per poterlo acquistare e poi per ristrutturare. Il palazzo per via dell’incuria e del tempo è mal ridotto.
Ma il vicesindaco Michienzi spera di potere realizzare un sogno sul quale lavora da tempo che consentirebbe anche di evitare che un pezzo tra i più importanti della storia di Filadelfia, palazzo Serrao del Compasso dove ogni pietra racchiude centinaia di anni di storia, vada inesorabilmente perduto. Il palazzo è diventato celebre per essere stato il quartiere generale, durante i moti del 7 e 8 maggio 1870 che videro protagonista Ricciotti Garibaldi, figlio di Giuseppe.



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