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Difficile l’operazione-salvezza dell’ufficio
del Giudice di Pace

Pochi gli spazi di manovra che restano al Comune
(a.s.) - 31/01/2012 Gazzetta del Sud
FILADELFIA
È difficile, quasi impossibile, evitare la soppressione dell’ufficio del Giudice di Pace. È quel che è emerso durante la riunione dei gruppi consiliari alla quale hanno partecipato Antonio Zoccali, Bruno Caruso e Gaetano Walter Caglioti. Pertanto, in base al decreto approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 16 dicembre, tra non molto il giudice che presta servizio a Filadelfia e il personale di cancelleria dovrebbero essere accorpati alla sede di Lamezia Terme.
Zoccali, Caruso e Caglioti hanno attentamente esaminato il decreto in veste anche di avvocati i primi due e di primo dirigente degli uffici di cancelleria presso il Tribunale di Vibo il terzo, quindi di addetti ai lavori, e dopo un’attenta lettura del testo approvato dal consiglio dei ministri, non hanno potuto fare altro che prendere atto che la situazione non è semplice anche perchè l’ufficio del Giudice di Pace di Filadelfia non rispetta “in toto” i parametri e i criteri previsti nel decreto ministeriale che sono in particolare l’estensione del territorio, il numero degli abitanti, i carichi di lavoro, l’indice delle sopravvenienze, la specificità territoriale del bacino di utenza, e il tasso d’impatto della criminalità organizzata.
I tre, per scongiurare la chiusura degli uffici giudiziari, che come detto sembra ormai inevitabile, hanno preso in considerazione anche la possibilità che il Comune potesse farsi carico di tutte le spese per il mantenimento degli stessi. Ma i costi sarebbero troppo elevati, quindi non compatibili con quelle che sono le risorse finanziarie dell’ente, nemmeno se contribuissero i comuni limitrofi interessati in qualche modo al mantenimento della sede del Giudice di Pace. Adesso, per evitare la chiusura, si spera che il Governo dopo le tante proteste e la presa di posizione di tutti i comuni interessati al problema, riveda ogni cosa.
La cittadina di Filadelfia nel corso degli anni è stata spogliata della tenenza dei carabinieri, del carcere, e di altre importanti strutture che sarebbero state necessarie per lo sviluppo economico del territorio. Qualche anno fa era pronto un progetto per la costruzione in località Scarro di un mega centro commerciale, ma qualcuno remò contro e gli imprenditori interessati messi con le spalle al muro preferirono gettare la spugna e costruirlo altrove.
La soppressione degli uffici del Giudice di Pace rappresenta un altro duro colpo per Filadelfia che nonostante i tanti proclami dei politici del luogo rischia con il passare del tempo di diventare un paese fantasma abitato da anziani.
I giovani, infatti, dopo avere conseguito il diploma o la laurea scappano, e mentre il paese si spopola (da nove mila abitanti di 15 anni fa si è sceso a circa sette mila) c’è chi continua a proporre progetti faraonici, lontani mille miglia da una realtà la cui situazione di precarietà, giorno dopo giorno, resta sempre sotto gli occhi di tutti.



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