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Allarme frane e inondazioni

Interessati anche i comuni di Polia, Monterosso e Francavilla Angitola
Antonio Sisca - 07/10/2010 Gazzetta del sud
Filadelfia - Arrivano le piogge e ritorna la paura. Un refrain che si ripete, anno dopo anno. E che sul territorio ricadente attorno al Bacino dell’Angitola (Filadelfia, Francavilla, Polia) si abbatte insieme al rumore dello scroscio dell’acqua. Il pericolo frane è sempre in agguato, tiene in allerta e la mappa del rischio riguarda zone come Rozzo, località Convento, Piano Bosco, Salinella, Mulinello, tutte ricadenti nel Comune di Filadelfia e in passato rimaste isolate.
A rischio inondazioni sono, poi, le contrade Nuzzo, Cannalia, Castellano, Sordo, ricadenti queste nel comune di Francavilla, devastate circa dieci anni dalla furia della pioggia e dall’esondazione di alcuni torrenti. Che dire poi di Polia dove lo scorso inverno un’intera montagna è franata trascinando con se il ponte che collegava l’abitato con il resto dei paesi vicini, isolando la frazione Tre Croci per oltre un mese. Il fiume di detriti e fango trascinò con se anche un’auto sulla quale viaggiava una donna che fece appena in tempo a saltare dall’abitacolo e ad allontanarsi dal luogo del disastro.
A distanza di tempo in realtà non è stato fatto niente per mettere in sicurezza il territorio. E così con l’inverno alle porte, si riaprono le ferite e la paura serpeggia tra quanti vivono in questi luoghi dove spesso si è anche costruito senza regole.
Il Comune di Filadelfia, ma anche quelli di Francavilla e Polia, quando sono accaduti fatti di estrema gravità causati dal maltempo, hanno denunciato ogni cosa a chi di dovere e chiesto lo stato di calamità naturale, ma nessun intervento è stato portato avanti nè tantomeno sono stati avviati progetti tesi a mettere in sicurezza le tante zone a rischio. In molte località si continua a vivere nell’incertezza. A Convento, zona periferica di Filadelfia, nel 2005 un movimento franoso provocò lesioni in diverse abitazioni per via dell’improvviso abbassamento del terreno. Il sindaco De Nisi, emanò un’ordinanza di sgombero per dieci famiglie del posto (circa 40 persone), che vennero trasferite,a spese del Comune, in altre abitazioni e dopo sei mesi fatte ritornare nelle proprie case. La contrada, interessata dal fenomeno, fu pertanto tenuta costantemente sotto controllo, ma sembra che le cause dello smottamento del terreno non siamo mai state accertate con precisione.
Da località Convento a località Mulinello, a 2 chilometri dalla frazione Montesoro, il passo è breve. In questa zona, nel 2008, alcune persone denunciarono sulla Gazzetta del Sud la pericolosità che veniva da un enorme costone, alto almeno cento metri, che sovrasta alcune abitazioni del posto. Si chiedeva la messa in sicurezza dei luoghi ma le cose, a distanza di due anni, sono rimaste ferme.
Gli interrogativi, pertanto, rimangono e, prima di tutto, si vuole sapere se sia stato prudente anni fa costruire a ridosso di una montagna dove, peraltro, c’è un fiume che lambisce le case. Domande fatte prima che si versino lacrime. Perchè la messa in sicurezza di molte zone ricadenti nei comuni di Filadelfia, Francavilla e Polia dovrebbe essere l’imperativo del prima. Non più del dopo. La palla adeso passa alle amministrazioni locali le quali devono adoperarsi per mettere in sicurezza il territorio il quale, come dimostra il recente passato, è a grave rischio di dissesto idrogeologico per i continui movimenti franosi. Il rischio naturalmente aumenta con le piogge.



Dissesto idrogeologico, resta l’allerta

La mappa del rischio: da Castelmonardo fino a Polia e Francavilla
Antonio Sisca 19/09/2010 Gazzetta del Sud
Filadelfia - L’inverno è ormai alle porte. Con esso, le piogge. Quelle che fanno paura, quelle che negli scorsi anni hanno lasciato il segno. Un segno indelebile. Sul territorio, sulla provincia, e anche quest’anno l’acqua ha già iniziato a fare sentire la sua voce. Perchè le piogge che hanno colpito nei giorni scorsi il territorio di Filadelfia e Francavilla hanno dimostrato ancora una volta la fragilità idrogeologica del territorio. Dopo i danni che nelle due passate stagioni invernali hanno pesantemente lasciato il segno in diverse zone ricadenti attorno al Bacino dell’Angitola, come a Polia, dove una frana ha letteralmente ingoiato la strada provinciale trascinando con sè anche il ponte che collegava il piccolo centro al resto dei paesi vicini, c’è preoccupazione tra gli abitanti del luogo.
Una preoccupazione che investe anche le popolazioni di alcune popolose contrade di Filadelfia e Francavilla. Un altro inverno piovoso, infatti, potrebbe davvero mettere in ginocchio decine di frazioni dove la terra è soggetta a continui movimenti franosi di piccola e grande entità.
In realtà nei mesi estivi si è fatto poco o niente per predisporre, con urgenza, quegli strumenti capaci di mitigare gli effetti devastanti di alcuni fenomeni naturali. Vuoi perchè non ci sono sufficienti mezzi economici per affrontare il problema, vuoi perchè non è stato varato un piano di difesa del suolo rivolto agli interventi urgenti, ma fatto sta che ancora tutto sembra rimasto nell’oblio, mentre la pioggia ritorna e ricomincia a fare paura. E il ricordo di quanto accaduto negli scorsi anni, torna davanti agli occhi delle comunità.
I comuni di Filadelfia, Francavilla e Polia, infatti, già lo scorso inverno, a seguito degli enormi danni causati dalle piogge e dal altempo, hanno dichiarato lo stato di calamità naturale e chiesto l’intervento della Regione. Procedure lente per avviare i cantieri, però, al momento non hanno dato risposte. Lasciando così l’ultima speranza, come diceva Alessandro Manzoni, alla provvidenza divina, sempre con l’augurio che l’inverno ormai alle porte sia più clemente rispetto agli ultim due.
Clemente soprattutto con quelle zone che avrebbero bisogno a Filadelfia di interventi urgenti, come quella in località Molinello, dove in passato il maltempo ha provocato enormi danni distruggendo ogni cosa isolando per due giorni alcuni centri abitati; Piano Bosco, Rozzo oltre il Fiume, Guanci, Salinella, Castelmonardo, Dirupi.
Da Filadelfia, poi, a Francavilla, dove, invece, situazioni di estremo pericolo si riscontrano in contrada Nuzzo, Ficara, Cannalia: tutte zone dove negli anni passati un’ora di pioggia intensa è bastata per provocare disastri di portata eccezionale.
Non cala, infine, l’attenzione a Polia, nei pressi della frazione Poliolo, dove la “memoria” va all’incidente che, per poco, lo scorso inverno non si è trasformato in tragedia, quando per un puro miracolo non ci sono state vittime umane una donna a bordo di un’auto si è salvata perchè si è accorta in tempo che una montagna di detriti e terra stava venendo giù ed ha fatto appena in tempo in tempo a lanciarsi dal veicolo che è stato poi trascinato sotto il ponte. S rade e fiumi, poi, perchè il pericolo arriva anche dai tanti corsi d’acqua dove vengono purtroppo depositati rifiuti di ogni genere. Una fotografia del territorio, delle zone più a rischio, dove almeno quest’anno si spera che la pioggia non debba tornare a fare paura.






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