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3/12 - Calabria Ora
Furto ed estorsione, due arresti
Alla vittima chiedono 500 euro per riavere l’auto, beccati dai carabinieriFILADELFIA sono da poco passate le 10 del mattino. Un incauto pensionato lascia la propria auto in sosta (in località “Brisella” per attingere acqua all’omonima fonte) con le chiavi inserite. Pochi attimi, ma che sono sufficienti affinché qualcuno ne approfitti e faccia sparire il veicolo senza lasciare traccia. L’anziano, disperato per la perdite del mezzo, si rivolge alla vicina caserma dei carabinieri per denunciare il furto ma, proprio mentre si trova davanti ai militari riceve una telefonata. Una voce avverte l’uomo che se rivuole la propria Audi deve andare subito a Lamezia Terme e portare con sé 500 euro. Quello che sembrava un furto si trasforma in una estorsione in piena regola stile “cavallo di ritorno”.
L’uomo riferisce tutto ai carabinieri che immediatamente avvisano i colleghi della Compagnia di Vibo Valentia, che mettono in moto la loro efficiente organizzazione. In meno di trenta minuti arrivano a Filadelfia gli uomini del Norm del capoluogo che prendono subito contatti con i colleghi di Lamezia Terme per far scattare la trappola e prendere con le mani nel sacco gli estortori che, grazie ad un cellulare lasciato nel veicolo rubato, continuano ad intimare al proprietario della macchina di consegnare i soldi richiesti senza perdere tempo. Dopo un rapido briefing scatta quindi l’operazione. Mentre il proprietario del veicolo viene lasciato al sicuro nella caserma della Benemerita, i militari partono alla volta di Lamezia dove gli estortori avevano dato appuntamento davanti al parcheggio dell’ospedale. I carabinieri si sostituiscono quindi al proprietario ed avvicinano i malviventi, due rom del vicino accampamento di Scordovillo. Ma qualcosa insospettisce il giovane che si sta avvicinando ai militari, sotto l’occhio attento di numerosi uomini in borghese delle Compagnie Carabinieri di Vibo e Lamezia che si preparano ad intervenire in attesa dello scambio. Il ragazzo, che successivamente verrà identificato in Marcello Amato, diciannovenne, forse per un presen-timento, forse perché nota qualcosa di strano, si allontana dal luogo pattuito e sparisce nelle vie vicine. Tutto sembra perduto ma dopo pochi istanti giunge un’altra telefonata che fissa un nuovo appuntamento dinnanzi alla sede dell’Inps a cui, questa volta, sarà presente una donna. La cornice di sicurezza viene ulteriormente intensifi-cata e l’intera zona è presidiata da uomini dell’Arma in borghese, che addirittura si appostano anche sui tetti circostanti e negli androni dei palazzi. Pochi minuti dopo i carabinieri vedono quindi arrivare oltre a Marcello Amato, che con fare noncurante si aggira su un lato della strada assicurandosi che non vi sia nessuno a spiarli. Senza accorgersi però che i tetti ed i palazzi circostanti pullulano di uomini in divisa e, la telefonista, Laura Berlingieri, ventottenne. La donna, appena scorge l’auto civetta dei Carabinieri, si avvicina per chiedere l’immediato pagamento dei 500 euro pattuiti per riavere la macchina. A questo punto l’intera zona viene affollata dai Carabinieri che intimano l’alt ai due. I rom, presi completamente di sorpresa, tentano di fuggire verso le vicine palazzine di Ciampa di Cavallo, ma la loro fuga dura giusto il tempo di entrare all’interno di alcuni caseggiati quando un gruppo di militari fa irruzione e li immobilizza. Per loro scattano subito le manette con l’accusa di tentata estorsione in concorso, mentre il veicolo, ritrovato dagli uomini della Benemerita all’interno del parcheggio dell’ospedale, viene restituito al proprietario senza neppure un graffio. Epilogo a lieto fine, dunque, grazie alla collaborazione della vittima ed al lavoro delle Compagnie carabinieri di Vibo e Lamezia. Tutto questo in un freddo primo dicembre tra Filadelfia e Lamezia Terme.
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