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L’Aula delle udienze intitolata a Francesco Viola

La cerimonia si è svolta ieri mattina nella sede del Giudice di pace
Antonio Sisca - 11/12/2010 Gazzetta del Sud
FILADELFIA - Si è svolta ieri, nella sede del giudice di Pace di Filadelfia una cerimonia per ricordare il giudice Francesco Viola, morto improvvisamente qualche mese fa e al quale è stata intitolata l’aula delle udienze.
L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’amministrazione comunale e dal dott. Gaetano Caglioti, che prima di diventare primo dirigente degli uffici giudiziari di Vibo Valentia ha lavorato per anni fianco a fianco con il giudice Viola in un compito che oggi appare sempre più difficile, quello di amministrare la giustizia. Alla cerimonia erano presenti i familiari dello scomparso, i giudici Giorgio Feroleto e Rosa Bennato, il dott. Caglioti, alcuni avvocati del Foro di Lamezia Terme, i dipendenti degli uffici del Giudice di pace di Filadelfia e, in rappresentanza dell’amministrazione comunale il presidente del civico consesso Francesco Apostoliti.
È toccato al giudice Feroleto ricordare la figura dell’uomo di legge scomparso. «A lui mi legavano sinceri rapporti di amicizia - ha detto Feroleto - anche perchè ci siamo cresciuti assieme. Il suo operato di persona sensibile, attaccato in modo scrupoloso al suo lavoro è stato sempre apprezzato da tutti i colleghi e dagli avvocati”. Il giudice Rosa Bennato che fino a tre anni fa, prima di andare in pensione per raggiunti limiti è stata coordinatore negli uffici di Filadelfia, ha così ricordato il suo collega. Un uomo di grande responsabilità con il quale abbiamo fatto assieme un percorso fatto di grande e reciproco rispetto».
Il dott. Gaetano Caglioti è andato indietro negli anni, partendo dal 1994 quando in Italia fu istituita la figura del Giudice di pace. «Inizialmente - ha spiegato l’alto dirigente del Ministero di Grazia e Giustizia - furono mesi difficili anche perchè le cause iscritte al ruolo erano poche. Quando poi la gente capì dell’importanza che ricopriva questa nuova istituzione, la mole di lavoro divenne sempre più consistente e nel giudice Viola tutti i dipendenti trovarono un alleato disponibile al dialogo». Sulla stessa lunghezza d’onda gli interventi degli avvocati Fabrizio Falvo, Aurelio Manfredi, e del presidente del Consiglio Francesco Apostoliti.





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