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I giovani vanno via e il paese si spopola
Mancano occasioni concrete di sviluppoeconomico e di occupazione
Antonio Sisca 03/12/2010 Gazzetta del sud
FILADELFIA - Fino a quindici anni fa contava circa diecimila abitanti; oggi sono poco meno di settemila. È questo il dato impietoso che affligge Filadelfia, una cittadina che si spopola anno dopo anno e che, pertanto, nel corso di qualche tempo rischia di diventare un paese fantasma, abitato soltanto da anziani. I giovani, infatti, dopo avere conseguito il diploma di scuola superiore o di laurea non avendo alcuna prospettiva di lavoro sono costretti a trasferirsi in altre regioni dItalia, quei pochi che rimangono si aggrappano al carro di questo o quel politico per cercare di sbarcare il lunario.
Le promesse da parte dei politici , soprattutto ora che si è alla vigila del rinnovo del Consiglio comunale sono tante, cè chi viene impiegato in qualche lavoro fittizio, che lascia il tempo che trova, perchè alla fine si tratta solo di lavori precari che non vanno oltre i due o tre mesi. I più fortunati, quelli che hanno dietro le spalle una vasta parentela capace di spostare un numero considerevole di voti, riescono ad andare avanti per qualche mese in più, per poi ritrovarsi, alla fine, anchessi, con le classiche pive nel sacco.
E così, chi non sopporta questo stato di cose dopo gli studi lascia la città nella speranza di potersi realizzare altrove; allo stato attuale su cento ragazzi che annualmente si diplomano o si laureano soltanto una sparuta minoranza decide di rimanere a Filadelfia. Una tendenza che, nel corso degli anni, èrimasta costante, svuotando il paese in modo progressivo delle energie più vitali.
Degli studenti che questanno frequentano le ultime classi del liceo scientifico e che a luglio conseguiranno la maturità, quasi nessuno dice di volere restare in città. I giovani sembrano i primi a nutrire poca fiducia sulle prospettive che il paese èin grado di offrire.
«Non ho alcuna intenzione di iscrivermi alluniversità – spiega Francesco – farò la domanda per entrare in polizia o nei carabinieri, anche se so che è difficile. Se ciò non fosse possibile sarò costretto, anche se con dolore, a cercare un lavoro fuori dalla Calabria, laddove le occasioni sono maggiori».
Unaltra studentessa , Francesca, dice. «Andrò alluniversità perchè capisco perfettamente che con il diploma della maturità scientifica le possibilità di trovare unoccupazione non esiste; una volta conseguita la laurea non mi sognerei mai di restare a Filadelfia e non perchè io non ami questo paese ma perchè sarei costretta a contare le mattonelle sul corso». Una ragazza di 20 anni che lo scorso anno ha conseguito la maturità scientifica ci ha invece detto che non riuscendo a trovare di meglio ha deciso di fare la bracciante agricola in unazienda che produce fiori. «Mi alzo ogni mattina alle cinque e lavoro fino alle 17 nelle serre e – rivela – questo almeno mi consente di non continuare a vivere sulle spalle dei miei genitori, anche perchè non hanno la possibilità di mantenermi».
Storie abbastanza comuni che trovano il loro collante nelle scarse opportunità di sviluppo che il territorio sembra in grado di offrire. Insomma, una situazione non bella quella che si registra a Filadelfia; un paese che, come detto, ha poco da offrire alle nuove generazioni, che si spopola sempre più. Ecco, perchè, si spera che dalle elezioni di primavera venga fuori unamministrazione che crei qualcosa di concreto, ad esempio la realizzazione di una zona industriale, in grado di attirare nuovi investimenti, che non sia quella individuata anni fa
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