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«La sinistra è stata svenduta»

Il capogruppo di opposizione Caglioti sui contrasti interni alla maggioranza
di Dario Conidi - il Quotidiano della Calabria 16/10/2010
FILADELFIA - «Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità dell’essere umano, ma nel caso dell’universo non sono tanto sicuro». Prende in prestito una massima di Albert Einstein, il capogruppo di minoranza consiliare “Uniti per cambiare”, Walter Caglioti nel replicare alle parole del consigliere comunale di maggioranza Francesco Filippis. Dunque, non si è fatta certo attendere la risposta di Caglioti che, nel suo comunicato politico, oltre ad affrontare il discorso del possibile rimpasto all’interno della giunta comunale di Maurizio De Nisi, parla anche della marcia «alla conquista della Comunità montana».
«Quando “le vicende interne alla maggioranza” - afferma Caglioti nel suo intervento - hanno (o possono) avere ripercussioni sulla gestione della cosa pubblica le minoranze hanno l’obbligo di “intervenire a piè pari”. Sono queste le regole, conosciute anche a noi dilettanti della politica, ma sconosciute a chi ha “costruito in anni di presenza attiva sul territorio dignità e credibilità”. Tutti sappiamo come a Filadelfia chi, quando e perchè, ha svenduto il patrimonio della sinistra. Tutta gente che, da parecchio, non ha più il coraggio di presentarsi all’elettorato. Certo, - rileva il consigliere di minoranza di “Uniti per cambiare” - questo problema non ce l’ha il consigliere Filippis lui ha chi gli porta i voti. La mia storia personale e politica mi permette di fare, di tanto in tanto, del moralismo e non credo che altri possano permettersi lo stesso. Ma venendo al pratico, prosegue l’esponente politico filadelfiese di minoranza - sarebbe ora che qualcuno almeno ci elencasse, finalmente, gli interventi della Provincia sul territorio, quegli interventi che la nostra miopia ci impedisce di vedere. Lo abbiamo detto e lo ribadiamo, l’eventuale ingresso di Filippis in giunta non ha nessuna motivazione se non il cedere ad un ricatto che di politico ha ben poco. Nei giochi degli equilibri politici, come spesso accade, qualcuno ci rimette le penne. E stavolta a rimettercele è il giovane ma sconsiderato consigliere Rondinelli. Assessore per pochi mesi giusto il tempo di portare la croce delle manifestazioni estive. E la tanto paventata opera di ringiovanimento della classe politica di cui si vanta tanto il Pd locale che fine ha fatto? O, forse, - rileva ancora il capogruppo di “Uniti per cambiare” - i giovani a Filadelfia sono solo quel “drappello di giovani inesperti ed inconsapevoli” buoni solo, a dirla con le parole del consigliere Filippis, di appoggiare “proposte politiche debolissime”?
È la classe dirigente politica filadelfiese che, casualmente, si riconosce nel Pd cosa ne pensa? Come si dice, - prosegue ancora il consigliere comunale di minoranza - chi è causa del suo mal pianga se stesso e il giovane ed ingenuo Rondinelli, in tutta questa storia, ha fatto o, per lo meno, rischia di fare la figura di uno dei polli che Renzo portava a Don Abbondio».
E ancora: «Come si fa ad essere così ingenui da credere che veramente possa essere il prossimo presidente della Comunità montana delle Serre, promessa ottenuta per farsi convincere a lasciare il posto di assessore. Lo sa il giovane ed ingenuo assessore definito da Pasquale Fera “amministratore in grado di raggiungere risultati ottimali e in grado di traghettare la comunità montana nella difficile situazione che tutti gli enti stanno attraversando” (dove abbia acquisito tali capacità saremmo curiosi di saperlo) che, ove non venissero soppresse, è in discussione la legge regionale in materia, la Comunità montana della Serre ha un consiglio composto dai rappresentanti (uno per Comune tranne Filadelfia e Serra San Bruno che ne esprimono 3) dei Comuni di Brognaturo, Capistrano, Fabrizia, Filadelfia, Mongiana, Monterosso Calabro, Nardo di Pace, Polia, San Nicola da Crissa, Serra San Bruno, Spadola, Simbario e Vallelonga , tutti “interessati” ad assessorati e presidenze? Lo sa che la presidenza è di nomina consiliare e non diritto successorio, come invece avviene per la carica di sindaco a Filadelfia? E che lo stesso presidente, attualmente in carica, assessore nella giunta di centro sinistra alla Provincia, è invece alla Comunità montana appoggiato da una giunta che tutta è tranne che di centro sinistra. Lo sa che, come in ogni ente, il presidente è espressione del colore della maggioranza consiliare e, visti gli ultimi risultati elettorali, le guerre interne a quel che resta nel Pd, è facile che la maggioranza sia di centro destra o figlia di un accordo trasversale come quello odierno in cui non ha nessuna possibilità di essere designato?
Lo sa, infine, che allo stato dei fatti ha più possibilità il consigliere Diaco di essere nominato assessore?».
Infine le conclusioni: «Al giovane sindaco De Nisi che pomposamente afferma “nonostante Filadelfia sia il secondo comune più grande della Comunità non era mai riuscito sino ad ora ad esprimere tra i suoi amministratori il presidente”, vorrei ricordare che, in tempi in cui la politica era ancora una cosa seria, un rappresentante di Filadelfia messo dinnanzi alla scelta tra la presidenza della Comunità (allora eravamo con Chiaravalle) e il continuare a svolgere il compito politico di capogruppo consiliare ha scelto quest’ultimo a riprova che non tutti si impegnano solo ed esclusivamente per il “pennacchio”. Ma non andatelo a dire ad un politico disinteressato come Filippis».




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