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Nel vivo i riti della settimana santa
Fede e tradizione si rinnovano
Domani due processioni attraverseranno il paese
(a.s.) - 21/04/2011 Gazzette del Sud
FILADELFIA - Oggi pomeriggio, con la rievocazione dellultima a cena nelle due parrocchie cittadine, quella di Santa Barbara e San Teodoro, i riti della settimana santa entrano nel vivo. Riti che si tramandano ormai da oltre un secolo e che per i filadelfiesi, nonostante i tempi siano cambiati, continuano a rappresentare una tradizione che coinvolge giovani e anziani.
La celebrazione della cena rievoca attraverso linterpretazione di giovani del posto nella parte degli apostoli e del Cristo gli ultimi momenti della vita di Gesù, così come sono raccontati nei Vangeli: la lavanda dei piedi, la distribuzione del pane, il tradimento di Giuda.
Ma la giornata clou che vede la partecipazione di migliaia di fedeli è quella di domani, cioè del venerdì santo. Alle 17, dalla monumentale chiesa del Carmine, parte la processione con in testa la statua dellEcce Homo e, a seguire, quelle della Madonna Addolorata, di San Giovanni, e della Maddalena, dietro la banda che suona una marcia funebre .
Il lungo corteo attraversa via Napoli, corso Castelmonardo, la zona del Timpone per raggiungere poi località Piano delle Grazie dove, davanti al monumento del Calvario, restaurato una decina di anni fa, il sacerdote recita una serie di preghiere. Alle 21, la processione piùsuggestiva, del Cristo morto, adagiato dentro una bara illuminata, dietro la statua della Madonna e di San Giovanni. Il lungo corteo si snoda attraverso corso Italia per poi attraversare corso Castelmonardo.
La tradizione vuole che i balconi del centro storico, durante il passaggio del Cristo morto, siano tutti illuminati. Suggestivi momenti di pietà popolare rapprensentano lo specchio dellanimo dei filadelfiesi e delle tante persone che arrivano anche dai centri vicini. Anche in questo caso la banda intona una marcia funebre, a rendere il clima quasi surreale le pie donne che con canti e preghiere rievocano la morte di Gesù. Una sorta di scenario tra sacro e profano.
I riti si chiudono domenica di Pasqua con a Cumprunti che si svolge in mattinata in piazza Monsignor Serrao. La caratteristica di questo rituale è che i santi, portati a spalla dai dai fedeli percorrono la piazza più volte di corsa.
Il Cristo risorto e la Madonna Addolorata sono nascosti agli estremi della piazza. La statua di San Giovanni, si reca due volte al sepolcro incredulo dellassenza della resurrezione di Gesù; non creduto vi ritorna una terza volta con la statua di Maria Maddalena. La Madonna Addolorata, ricevuta la notizia, avvolta nel suo velo nero, si reca al sepolcro per accertarsi di persona, incontra la statua di Gesù risorto: perde immediatamente il suo velo nero, rimanendo avvolta in un abito azzurro. Le campane suonano a festa, rinnovando la tradizione e i più genuini sentimenti di religiosità popolare.
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