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L’opposizione insiste: chiarezza sui conti

La mancanza di liquidità per pagare gli stipendi
apre scenari tutti da valutare

Antonio Sisca - 23/10/2011 Gazzetta del Sud
FILADELFIA - Non si smorzano le polemiche dopo che l’assessore al bilancio, Bruno Caruso, non ha saputo o potuto dare risposte certe su quando i dipendenti comunali potranno ricevere lo stipendio di ottobre e per quanto durerà questa situazione e sulla mancata retribuzione del salario accessorio relativa agli anni 2010-2011.
Intanto, ieri, le organizzazioni sindacali Cgil Fp, Cisl Fps, Uil Fpl, Csa Cisal, Diccap-Sulpum hanno firmato un documento nel quale è stato proclamato ufficialmente lo stato di agitazione. «Poichè - si legge - l’assessore Bruno Caruso pur avendo manifestato sensibilità per il problema, non ha saputo indicare una data utile per l’erogazione di quanto spettante, l’assemblea dei lavoratori ha deciso di proclamare lo stato di agitazione, e contestualmente si è autoconvocata per il giorno 3 novembre alle 10, nella sala consiliare, per decidere ulteriori ed eventuali azioni di lotta da intraprendere, nel caso di sviluppi negativi. Si chiede all’amministrazione comunale, di volere aprire, per l’anno 2012, un tavolo tecnico con tutte le organizzazioni sindacali per tentare la risoluzione dei problemi futuri».
Sulla situazione è intervenuto il capogruppo Antonio Zoccali (Inizia con Noi): «Dopo le dichiarazioni dell’assessore Bruno Caruso è chiaro - ha spiegato - che l’amministrazione comunale di Filadelfia è in gravi difficoltà. Ovvero non si è più in grado di pagare gli stipendi in modo sistematico agli impiegati. A questo si è arrivato non solo per la diminuzione delle entrate statali, come si vorrebbe far credere, ma per via di una politica miope e clientelare, dovuta a una gestione sciagurata della cosa pubblica che ha anteposto l’interesse personale a quello della collettività e che ha messo la nostra cittadina in ginocchio».
Sulla stessa lunghezza d’onda Gaetano Water Caglioti. «Siamo stati accusati di volere strumentalmente creare disinformazione; ci siamo invece semplicemente sforzati, e ci sforziamo, affinchè si faccia finalmente chiarezza sui conti dell’ente che non sono a posto».




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