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«Non mi fermo e chiedo ancora giustizia
sulla morte di mio figlio Santo Panzarella»
Parla Angela Donato a pochi giorni dalla ripresa in Assise del processo
Antonio Sisca - 29/10/2010 Gazzetta del Sud
FILADELFIA - «In questi anni ho fatto di tutto perchè i riflettori sulla terribile morte toccata a mio figlio non si spegnessero; non mi fermerò adesso che il processo nei confronti dellunico imputato sta per concludersi. Se non riceverò alcuna risposta dalla giustizia terrena mi resta che affidermi a quella divina, lunica dalla quale non si può fuggire».
Così Angela Donato, madre di Santo Panzarella, il giovane di 29 anni scomparso il due luglio 2002, i cui resti sono stati ritrovati nel mese di giugno del 2006 nei pressi di un torrente, tra il territorio di Filadelfia e quello di Francavilla. Per lomicidio del giovane furono accusati e tratti in arresto tre persone di Filadelfia: Tommaso Anello, Vincenzino Fruci e Giuseppe Fruci.
I primi due sono stati assolti, Vincenzino Fruci sarà invece giudicato dalla Corte dAssise di Catanzaro il prossimo 23 novembre. La scomparsa di Santo Panzanella, vittima della lupara bianca, suscitò gran clamore non solo a livello locale ma anche nazionale per via della caparbietà della madre del giovane, la quale denunciò, sfidando la ndrangheta, i presunti assassini del figlio. La donna lo fece pubblicamente partecipando a numerosi programmi televisivi della Rai e di Mediaset, e anche attraverso queste colonne. Da sola, improvvisandosi investigatrice indicò agli inquirenti la strada per giungere agli assassini del figlio; per la sua forza danimo le fu dato lappellativo di madre coraggio.
Ora, Angela Donato, attende il verdetto dei giudici che dovranno assolvere o condannare Giuseppe Fruci, lunico imputato rimasto. Santo Panzarella fu ucciso il 10 luglio del 2002, subito dopo la sua scomparsa. A sentenziare la sua condanna a morte, sarebbe stato il boss al quale lo stesso Santo era legato per uno sgarro considerato sanabile solo con il sangue. Secondo gli investigatori, Santo aveva una relazione di natura sentimentale e passionale con la moglie del boss. E lavrebbe avuta quando lui era in galera per una serie di gravi reati. A raccontare tutta questa vicenda di sangue e tradimenti fu la stessa Angela Donato, la quale fornì agli investigatori della Dda che indagavano sulla scomparsa del giovane anche diverse foto che ritraevano il figlio in compagnia della moglie del boss.
Santino, come lo chiamavano gli amici, sulla base delle rivelazioni del collaboratore di giustizia Giuseppe Michienzi, con un pretesto fu invitato ad andare nellarea dellex Sir. Nel 2006 fu ritrovata in una zona impervia una clavicola che sarebbe di Santino.
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