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Rinviata al prossimo 6 dicembre l’udienza che vede imputato De Nisi

Antonio Sisca 18/11/2010 Gazzetta del sud
FILADELFIA - L’udienza che vede imputati per reati ambientali il sindaco di Filadelfia Francesco De Nisi, tre assessori, il presidente del consiglio comunale Francesco Apostoliti e due tecnici che avrebbe dovuto tenersi ieri, davanti al Giudice per le udienze preliminari di Lamezia Terme, è stata rinviata al prossimo 6 dicembre per l’impedimento di uno degli avvocati della difesa.
La richiesta di rinvio a giudizio per tutte le persone coinvolte nelle indagini, portate avanti dalle Fiamme gialle in collaborazione con i carabinieri della stazione di Filadelfia, era stata depositata lo scorso 24 febbraio dal pubblico ministero Domenico Galletta che aveva ritenuto sufficienti gli indizi di colpevolezza nei confronti delle sei persone finite sotto inchiesta.
L’udienza era stata fissata per il 19 maggio 2010 ma, in quell’occasione, i legali egli indagati avevano ottenuto un rinvio per un fatto tecnico. Nell’udienza del 21 luglio scorso gli imputati hanno chiesto e ottenuto di essere processati con il rito abbreviato; ieri, come, detto, per l’assenza di uno degli avvocati che compongono il collegio di difesa, il processo è stato aggiornato ai primi di dicembre.
Oltre al primo cittadino Francesco De Nisi (difeso dall’avvocato Giovanni Lacaria), il 6 dicembre dovranno comparire davanti al Giudice dell’udienza preliminare l’assessore Francescantonio Colafati, con delega alla protezione civile, viabilità ed ecologia dal 31 maggio 2001 al 15 giugno 2006 (assistito dall’avvocato Antonio Muscimarro); Francesco Filippis, con delega dal 16 giugno 2006 all’urbanistaica, Protezione civile, Ambiente e formazione professionale (difeso dagli avvocati Leopoldo Marchese e Bruno Giovanni Caruso); Tommasino Diaco, assessore allo sport dal 16 giugno 2006 (assistito dagli avvocati Leopoldo Marchese e Bruno Caruso); il presidente del consiglio comunale Francesco Apostoliti, in qualità di consigliere comunale dal 31 maggio 2001 al 15 giugno 2006, con delega alla firma in materia di igiene e sanità (difeso dall’avvocato Antonio Zoccali).
Insieme a loro, anche i tecnici Giuseppe Romano, responsabile dell’area tecnica del comune dal 18 luglio 2001 al 28 agosto 2003 e dal 2 gennaio 2008 all’1 gennaio 2009 (avvocato Francesco Manduca), nonchè Carmelo Carchedi responsabile dell’area tecnica del comune dal 29 agosto 2003 al al primo gennaio 2008 (avvocato Rosario Chiriano).
Tutti gli imputati devono rispondere, a vari titolo, di inquinamento ambientale perchè, secondo l’accusa, «in concorso materiale e morale tra loro e con condotte e omissioni in violazione di diverse disposizioni di legge, in situazione di costante urgenza d’intervento per continua emergenza ambientale di tipo igienico-sanitario riguardante l’intero territorio di Filadelfia, non attivavano le loro competenze affinchè i depuratori di gestione comunale, chiaramente non funzionanti, riprendessero a funzionare in modo adeguato da impedire alle acque fognarie di tracimare, spargendosi nei dintorni».
I reati sarebbero stati commessi tra il primo gennaio 2003 e il 16 febbraio 2009. Il particolare, al sindaco Francesco De Nisi viene contestato di non avere adottato i provvedimenti imposti dalla necessità di riattivare il funzionamento dei depuratori comunali. Lo stesso primo cittadino si è sempre detto sicuro di poter dimostrare la sua innocenza, manifestando la massima fiducia n’46;operato della magistratura.





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