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Salgono a cinque i medici indagati

Tra loro anche il dott. Bava già coinvolto nel caso Ruscio e poi assolto
Antonio Sisca - 03/03/2011 Gazzetta del Sud
FILADELFIA - Sono cinque i medici indagati dalla Procura di Lamezia Terme per la morte della piccola Sara Michienzi, sopravvenuta, come è noto, qualche ora dopo un intervento per l’asportazione delle tonsille. Dal riserbo con il quale procede il sostituto procuratore Maria Alessandra Ruberto, le informazioni filtrano con il contagocce. Di certo, oltre al primario dottor Raffaele Grasso, risulta indagato anche l’otorino dottor Gianluca Bava, già coinvolto nel caso di Eva Ruscio e poi assolto.
Bava ha operato per diversi anni all’ospedale di Vibo Valentia e solo di recente aveva assunto l’incarico a Lamezia. Sui nomi degli altri tre medici coinvolti, per il momento non vi è invece alcuna indiscrezione. Di certo, ieri il procuratore ha ascoltato sino a tarda sera la mamma di Sara, la signora Isabella Notaro, con la quale ha ricostruito le ultime ore della vita della bambina, dall’intervento sino al momento in cui la piccola si è sentita male. La signora Notaro era accompagnata dall’avvocato Giovanni Lacaria, del foro di Lamezia, che cura gli interessi della famiglia Michienzi. Anche l’avvocato è stato molto parco di informazioni. Ha detto che gli investigatori hanno acquisito tutta la documentazione in possesso dell’ospedale, in particolar modo la cartella clinica, e che stanno per essere sentite alcune persone che farebbero parte dell’equipe che ha assistito la piccola Sara per cercare di capire meglio come siano andate le cose.
«Per il resto - ha spiegato Lacaria - si è in attesa dei risultati degli esami autoptici eseguiti sulla bambina».
Le indagini della Procura comunque proseguono e nelle prossime ore altri elementi potrebbero aggiungersi a quelli già in possesso della Procura. Dopo i funerali celebrati l’altro ieri alla presenza di almeno duemila persone la vita nell’antico borgo di Montesoro stenta a tornare alla normalità. Tra le gente del posto c’è ancora tanta incredulità per la scomparsa della piccola Sara Michienzi, avvenuta in un modo assurdo, per una semplice operazione alle tonsille, e che pertanto nessuno riesce a digerire. Eppure in Calabria, soprattutto dalle nostre parti, c’è chi ancora muore per un semplice intervento da tutti ritenuto di “routine”. «Anche Sara - racconta mamma Isabella - riteneva l’intervento un qualcosa di niente».
Lo zio , Francescantonio Colafati, continua a ripetere che in questa fase delle indagini non si vuole penalizzare nessuno e che bisogna attendere i risultati dell’autopsia per conoscere i motivi per i quali una bambina carica di vitalità, sempre sorridente e solidale con tutti, una bambina che si dimostrava più matura degli anni che aveva, sia morta per una emorragia alla gola dopo avere subito un’operazione. La mamma, però, questa volta intende vederci chiaro; non vuole rassegnarsi e accettare in modo passivo l’accaduto, così come è successo per la morte del marito scomparso per un infarto dopo soli 24 ore dal suo ricovero in ospedale dove i medici gli avevano diagnosticato de semplici dolori intercostali dimettendolo dopo averlo visitato.
Questa donna ormai soffocata dal dolore non chiede vendetta, «tanto - ripete - Sara non me la darà più nessuno», ma giustizia. Così come chiedono che sulla vicenda venga fatta chiarezza tutti i parenti della piccola bambina scomparsa anche se nessuno potrà più dare serenità a una famiglia già fortemente provata.
La cappa di dolore che è calata su Filadelfia ha intanto indotto l’amministrazione comunale a rinviare le manifestazioni previste per il prossimo fine settimana, in occasione del carnevale. Ogni iniziativa è stata spostata a domenica 13 e lunedì 14 marzo.






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