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«Adorava truccarsi giocando allo specchio»

(v.l.) - 01/03/2011 Gazzetta del Sud
FILADELFIA - «La signora Isabella e i suoi quattro figli si stavano riprendendo lentamente dal grave dolore che li aveva colpiti sette anni fa, ma ora è veramente difficile che il sorriso possa tornare in questa casa».
Francesco Colafati, zio della piccola, descrive così la tragedia di famiglia. Colafati, assessore comunale a Filadelfia, parla della nipote con commozione: «Era una bambina dolcissima. Prima di fare qualcosa prendeva consigli da tutti noi; era più matura rispetto all’età che aveva».
Ma chi era Sara? A descriverla tra le lacrime la zia Annarita Colafati che le stava sempre molto vicina:
«Era una bambina che amavamo tutti perchè si faceva amare. Le piaceva mettersi davanti allo specchio e truccarsi come fanno tante ragazze. Adorava anelli e ombretti. Guardava “Amici di Maria De Filippi” in televisione, li conosceva tutti quei ragazzi del talent show. Con quella sua caratteristica di dirigere un pò tutti, non solo il gemello Davide, ma anche il fratello più grande Giovambattista e la sorella Claudia».
Michienzi Sara, 9 anni, quarta elementare a Mellace, frazione di Filadelfia, sulle colline tra Lamezia e Vibo. A scuola era brava, studiava e si applicava col gusto d’imparare. «La decisione di farsi operare alle tonsille l’ha presa lei», spiega la zia Annarita, perchè ci diceva spesso di non riuscire a dormire serenamente.
«Voglio farla», diceva a sua madre, soprattutto dopo una visita specialista. «Sembrava molto decisa, ma era dopotutto una bimba, e quando s’è trattato di entrare in sala operatoria aveva tanta paura. E s’incoraggiava da sola. Diceva: tanto m’addormentano, non sento niente».
I fratelli hanno capito tutto molto presto. Il gemello Davide stanno cercando in qualche modo di proteggerlo facendolo vivere in questi giorni a casa dei cuginetti per farlo distrarre un pò.
Nemmeno il sindaco del paese Francesco De Nisi si dà pace. Fin d’ora ha proclamato per oggi il lutto cittadino. I funerali sono fissati per le 15 nella chiesa di San Nicola a Montesoro.






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