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Scuola in prima linea nell’educazione alla legalità

Da una rappresentazione teatrale messaggi contro la ’ndrangheta
(a.s.)- 30/03/2011 Gazzetta del Sud
FILADELFIA - Bisogna sensibilizzare i giovani sulle insidie della ’ndrangheta che mina lo sviluppo socio-economico-culturale della Calabria.
A volte non sono sufficienti soltanto i proclami, e così, si seguono altre vie per spiegare alle nuove generazioni che affiliarsi alla malavita organizzata vuol dire perdere la speranza di vivere una vita dignitosa, al di là di ogni regola, che spesso porta alla morte, soprattutto quando si infrangono le rigide leggi che mafia e ’ndrangheta impongono una volta che si è dentro.
Il territorio di Filadelfia, Francavilla e Curinga non è purtroppo esente da fatti malavitosi. Per questo motivo, Chiesa e scuola in più circostanze hanno tentato di mobilitarsi per fare capire ai ragazzi, e anche ai genitori, la differenza tra il bene e il male, e come la ’ndrangheta rappresenti il cancro della nostra civiltà.
Dopo l’incontro avvenuto qualche mese fa tra il giudice Nicola Gratteri e i giovani di Filadelfia, nel corso del quale il magistrato antimafia ha spiegato a chiare lettere perchè non conviene diventare ’ndranghetisti, ieri, nell’auditorium comunale, gli studenti del Liceo scientifico e dell’Ipsia hanno assistito a una rappresentazione teatrale curata dall’associazione «Sira» e patrocinata da Libera, avente come scopo quello di educare i giovani alla legalità e a stare lontani dal richiamo che arriva dalla ’ndrangheta.
Il tema affrontato dagli attori che fanno parte del centro sperimentale d’arte scenica «Dracma», è di grande interesse perchè sottolinea l’importanza dello sradicamento della mafia. Un fenomeno culturale radicato, come detto, e che si insinua come un male oscuro.
Lo spettacolo ha riscosso gli applausi degli studenti e degli insegnanti presenti. Due uomini a confronto in cui la vita dell’uno dipende dalla scelta dell’altro, una scelta interiore che potrebbe rafforzare, oppure rompere attraverso la disubbidienza, quel tragico filo che lega gli uomini a una cronaca violenta.
Il preside, Antonio Rondinelli, alla fine della rappresentazione, ha detto che la scuola intende portare avanti progetti tesi a educare i giovani verso sani principi; ecco perchè, è necessario, oltre alle discipline previste nei programmi ministeriali, affrontare con gli studenti i temi che riguardano il quotidiano.



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