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L’addio al Pd di Filippis scuote la politica

«Ero sempre più isolato ed emarginato e allora
ho deciso anch’io di dire “Mo basta”»

Antonio Sisca - 01/12/2011 Gazzetta del Sud
FILADELFIA - La decisione di Francesco Filippis, consigliere provinciale e comunale, di autosospendersi dal Pd, ha di nuovo dato fiato alle trombe delle polemiche. La maggioranza guidata dal sindaco Maurizio De Nisi, nel gesto dell’ingegnere Filippis vede il tentativo di mettere in difficoltà non tanto la giunta comunale, che al momento appare ben salda, quanto quella provinciale che si regge su uno o due voti.
Per Antonio Zoccali (Inizia con Noi) e Gaetano Walter Caglioti (Uniti per cambiare), invece, si tratta di una lotta di potere che coinvolge il Pd oramai da anni. Ma per Francesco Filippis, che in una nota stampa diramata ieri spiega i motivi della sua «irrevocabile» decisione, non è così. «Anche io nel mio piccolo - scrive Filippis - anticipando inconsapevolmente di qualche giorno l’on. Masi, ho raccolto il suo invito e mi sono virtualmente associato al suo grido: “Mo basta”. Che il Pd fosse anche per me, diventato ormai da diverso tempo un luogo a dir poco angusto, era un fatto evidente a tutti e in più occasioni pubblicamente manifestato. Le scelte vengono assunte dall’alto senza possibilità di partecipazione reale alla loro determinazione. Pluralismo, diritto di critica e confronto sono per i più solo parole prive di significato. Le forti perplessità sui metodi e sui criteri che avevano portato prima alla candidatura a sindaco di un altro De Nisi, e poi all’allestimento in solitario della lista del Pd con l’inserimento a sorpresa di un noto esponente della Destra locale, perplessità condivise in camera caritatis non solo dal nominato coordinatore cittadino, ma anche da alcuni esponenti del partito locale le cui velleità di candidarsi a sindaco sono prontamente rientrate dinanzi a garanzie di non bene accertata natura, sono praticamente passate nella tolale indifferenza e nel completo silenzio del partito».
La nota prosegue: «Per spirito di servizio, responsabilità e senso di appartenenza a cui sono stato richiamato dai vertici locali e regionali del Pd, mi sono ugualmente candidato, riuscendo, nonostante il forte boicottaggio subito, ad essere eletto.
Anche la formazione della nuova giunta comunale, condita da buoni propositi e annunci dei primi momenti del giovane sindaco, non seguiti poi da fatti concreti, ha provocato ulteriori tensioni e malesseri fomentate dalle opposizioni oltre che da qualche esponente della maggioranza. Oramai - conclude Fillippis - neanche i continui cumuli di cattiverie e maldicenze subite, riescono a scuotere più di tanto dirigenti e capi correnti del partito dal letargo in cui da tempo si è adagiati. Tutti ritengono di dovere restare silenti e supini, lavandosene le mani, come fece a suo tempo Ponzio Pilato. Pur non avendomi mai formalmente contestato nulla, (ma tutti sappiamo quale sia il peccato originario di cui sono accusato), da mesi ormai, si sta lavorando al mio isolamento all’interno della maggioranza, emarginandomi progressivamente e dimissionandomi di fatto. Pertanto, alla luce di quanto sopra, non volendo tra l’altro mortificare quanti occupano da sempre gli stessi ruoli importanti da oltre un decennio in seno all’amministrazione, ho deciso di togliere il disturbo autosospendendomi dal Pd».




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